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Uovoallacoque
La (mia) vita è un Uovo alla Coque. E la frittata è fatta.


Diario


25 settembre 2006

"Il vero è brutto"

così scriveva Leopardi:

Il passato, a ricordarsene, è più bello del presente, come il futuro a immaginarlo.
Perchè?
Perchè il solo presente ha la sua vera forma nella concezione umana; è la sola immagine del vero; e tutto il vero è brutto. (18 Agosto 1821)


Così scriveva Leopardi il 18 Agosto.
Il 18 Agosto, neanche a farlo apposta.

Il vero è brutto.
Specialmente quando scopri che non sarai mai all'altezza.
Che non raggiungerai mai i livelli della tua sfortunata antagonista.
Perchè il mondo è così: difficilmente le persone si assomigliano.
Le ho provate tutte, anche a cambiarmi fisicamente, per piacerle di più.

Non le è bastato.

Ma è bastato a me, per fare la mia scelta.
E la mia scelta è stata proprio quella di dire "Basta!".
Questa volta sono irremovibile.
Fosse l'ultima cosa che faccio.

Si chiude un capitolo della mia vita.
E con esso, l'ennesimo blog.




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24 settembre 2006

Credevo di essere

una persona capace di insegnare qualcosa agli altri.
Evidentemente mi sbagliavo.

Come mi sento, dopo l'ennesimo crollo?
Non so.
Ancora una volta nessuna più certezza.
Questa volta la colonna sonora dei miei dubbi è l'ultimo album dei Placebo.

Siamo "in pausa".
Me l'ha consigliata egi, ma avevo in mente già per conto mio di attuarla.
A quanto pare riesco ad insegnare qualcosa ad I-m solo quando la privo di me.
Magari questa volta funziona per davvero.

La cosa che mi ha fatto più male, oggi, quando eravamo tutte e quattro lì, è stato vederla così fredda.
Così indifferente.
Mi ha teso la fedina come se fosse un pezzo di merda.
Mi ha detto "Decidi tu".
Ha cambiato di nuovo la versione dei fatti.
Non mi è sembrata innamorata di me, oggi.

Ma vabbè. Applichiamo l'atarassia stoica.
Proviamo anche così.
Non ho più nulla da perdere.
Al massimo, qualche chilo.




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24 settembre 2006

Kamikaze


Ritorno sui miei passi, e adesso contali bene

A volte la verità diventa una bomba ad orologeria

Il tempo che è passato non è una buona ragione

che tieni saldamente nella mano sinistra.

Ho idea che non mi basti lo scambio di un'opinione

E nella destra hai il Timer.

E neanche l'imbarazzo con cui mi mostri le scuse.

Quando le persone ti portano ad essere solo odio e rabbia 

La muta del serpente nasconde il tuo vero nome

pensi che sarebbe più che giusto che soffrano almeno quanto te,

di chiacchiere suadenti sono già stato a lezione.

perchè hanno contribuito alla rovina di una bella persona, quella che eri.

Baciando la fiducia con un rasoio a due lame

Quella che non riesci più ad essere.

hai fatto molta strada, sacrificato persone

E tutto questo per cosa?

Tutta la tua arrogante danza danza

Per dei baci in un cesso?

La sicurezza di chi è sempre a tempo

Per delle carezze date da mani che non sono abituate a toccarti?

Il giusto slalom sfavillante e attento

Per l'eccitazione che non provavi più da tempo?

Di chi da sempre intona l'ultima parola

Per puro egoismo?


Ti farò male più di un colpo di pistola,

RICORDA:

è appena quello che ti meriti.

Ho una bomba fra le mani.

Ci provo gusto me ne accorgo ed allora?

RICORDA.

Non mi vergogno dei miei limiti e lividi

Sono un Kamikaze:

Come ti gira dopo un colpo di pistola?

Se io muoio faccio una strage.

Ti vedo un po' a corto di numeri!

Basta una mia sola mossa

Ci provo gusto me ne accorgo ed allora?

e tutto ciò che hai costruito sulla falsità

Non mi seccare coi tuoi alibi alibi

salta in aria.


Durante questo tempo ho vomitato rancore.

Avresti dovuto vedermi ieri. Sai?

Ho ricucito i pezzi ricominciato a sperare.

Risate isteriche nella completa disperazione.

Avevi tutto quanto anche il mio sogno migliore

Meditavo vendetta,

Hai preso ciò che serve senza ritegno nè onore

con la mia bomba ad orologeria in mano.


Ti farò male più di un colpo di pistola,

RICORDA. Sono un Kamikaze:

è appena quello che ti meriti.

un passo falso e premo il Timer.

Ci provo gusto me ne accorgo ed allora?

RICORDA. Sono instabile:

Non mi vergogno dei miei limiti e lividi

e tu hai contribuito alla rovina di una persona.

Come ti gira dopo un colpo di pistola?

Io non ti devo niente.

Ti vedo un po' a corto di numeri!

Tantomeno il silenzio.

Ci provo gusto me ne accorgo ed allora?

RICORDA. Sono un Kamikaze:

Non mi seccare coi tuoi alibi alibi

se io parlo faccio una strage.



[ Colpo di pistola - Subsonica ]




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23 settembre 2006

Mallosapevate?

Mallosapevate che Google Blog a volte fa i miracoli?
Che anche se si tenta di nascondere le cose,cancellando i blog, alla fine spuntano fuori?

Mallosapevate che le persone sono false e bugiarde?
Che quando dicono di dirti la verità non è vero? e la seconda volta anche? E la terza pure?

Mallosapevate che ci sono persone che chiamano "dettagli" un mese di differenza?
Mallosapevate che mi sento presa per il culo?

Mallosapevate che le persone fingono sempre, continuamente?
Mallosapevate che io non ce la faccio più, che sono piena, stracolma fino all'orlo?

Mallosapevate che vorrei morire?
Non esistere, sparire?

E che tutti riescono a farmi sentire in colpa anche quando non ne ho nemmeno un po'?

E' mio diritto scavare nel passato.
Specialmente se scopro altre bugie.

E non me ne frega nulla.
Questa volta agirò io senza curarmi delle conseguenze.




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23 settembre 2006

Solo un miraggio

Era solo un miraggio nel deserto.
L'oasi alla quale non arriverò mai.
Sabbia: inghiottiscimi!







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22 settembre 2006

Ritrovata

C'erano gli scogli. C'erano le onde del mare e il loro rumore.
C'era il sole che stava per tramontare.
E c'eravamo noi.

Che sensazione strana, quella di baciarsi all'aperto, alla luce diretta del sole.
E' una cosa normale. La fanno tutti.
E' normale potersi voltare e baciare il proprio compagno in qualsiasi momento. In mezzo al marciapiede. O fra la gente.

E mi sono ritrovata, per una frazione di secondo.
La persona che ero mesi fa.
Mi sono ritrovata, negli occhi marroni di I-m.
E mentre mi sussurrava "Ti amo" all'orecchio, è stato troppo.

Si è frantumata la lastra di egoismo. Si è frantumata in mille pezzi.
Ed è stato troppo.
E sono tornata a commuovermi.






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21 settembre 2006

Stamattina mi sono svegliata

con quasi tutti i muscoli indolenziti.
Tutti tranne quelli che volevo che mi facessero male, ovviamente.
E parlo degli addominali.

Sì, perchè da un po' di tempo a questa parte ho preso a correre, assieme a Egi.
Corriamo sulla strada parallela al mare, dietro i campi della casa dove abitava prima, oppure semplicemente lì dalle sue zone.
Corriamo per intere mezz'ore, senza fermarci.
L'una accanto all'altra (o a fila indiana, se la strada non ce lo permette), con i nostri Mp3 al massimo, per non sentire il fiato che si fa più accelerato.

E corro fino allo sfinimento.
Fino a che i muscoli iniziano a fare male.
Ignorando il dolore alla milza o alle parti basse della pancia.
Perchè ad ogni passo si aggiunge un nuovo dolore, ma non ci faccio caso.
Perchè in quel momento l'unica cosa che importa è la mèta.

E arrivata ai cipressi in mezzo al marciapiede, raccolgo le ultime briciole di forza.
Quel tanto che basta a fare lo sprint.
A correre più veloce.

Basta un pensiero.
Basta un solo pensiero e riesci a fare di tutto.
Forse le ossessioni non vanno messe da parte.
Vanno sfruttate.
Allora io sfrutterò la mia ossessione fino all'ultimo.
E solo quando sarò soddisfatta me ne sbarazzerò.




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19 settembre 2006

Estratti e Poesia D'Amore per un Uomo defunto


[..] Vecchierel bianco, infermo,
mezzo vestito e scalzo,
con gravissimo fascio in su le spalle,
per montagna e per valle,
per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
al vento, alla tempesta, e quando avvampa
l'ora, e quando poi gela,
corre via, corre, anela,
varca torrenti e stagni,
cade, risorge, e più s'affretta,
senza posa o ristoro,
lacero, sanguinoso; infin ch'arriva
colà dove la via
e dove il tanto affaticar fu volto :
abisso orrido, immenso,
ov'ei precipitando il tutto obblia.
Vergine luna, tale è la vita mortale.

Nasce l'uomo a fatica,
ed è rischio di morte il nascimento.
Prova pena e tormento
per prima cosa
; e in sul principio stesso
la madre e il genitore
il prende a consolar dell'esser nato. [..]

[ Canto notturno di un pastore errante dell'Asia - G. Leopardi ]


[..] Se in questo momento impazzissi, io credo che la mia pazzia sarebbe di seder sempre cogli occhi attoniti, colla bocca aperta, colle mani tra le ginocchia, senza nè ridere nè piangere, nè muovermi altro che per forza dal luogo dove mi trovassi. [..]

[ Dalla lettera "Sono così stordito dal niente che mi corconda.." - G. Leopardi ]



Poesia d'Amore per un Uomo defunto

Se sol tu non giacessi
di sotto il suol della città del Sole,
vagheremmo soli assieme,
l'uno accanto all'altra,
per le infinite vie della Poesia.
E rimembrando
i passati nostri dolor,
di cui ancor portiam visibil segni,
rideremmo
come i fanciulli fan
al solleticar del vento.




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16 settembre 2006

Fatemi vivere nel mio solitario palco

Fatemi vivere nel mio solitario palco,
fra vecchie assi scricchiolanti e l'odore del fumo.
Fatemi stare da sola dietro al sipario di velluto rosso,
a consumare in pace la mia tragedia.

Ah, se solo gli uomini potessero fingere solo sul palcoscenico!

Recito il mio dramma quotidianamente,
senza che alcuno se ne accorga:
sono Giulietta trafitta dal coltello,
Cleopatra morsa dal serpente.

Non c'è trucco sul mio viso,
nè vesto abiti sgargianti.
Il copione varia a mio piacimento,
ma la fine è sempre la stessa, al giunger della sera.

Io muoio ogni notte,
ma resuscito alla mattina.




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15 settembre 2006

Ossessione

Accanto a chi ti sei seduta? Di cosa hai parlato?
Che canzone hai ascoltato? Chi hai guardato?
Cosa hai pensato? Chi hai salutato?
L'hai vista? Ci hai fatto caso?
Come era vestita? L'hai incontrata in bagno?
Le volevi parlare? La volevi sfiorare?
La volevi salutare? Hai sperato che lo facesse?

E non funziona.
Neanche eliminando tutti i contatti.
Neanche allontanando definitivamente X.
Ogni mattina conati di vomito, vedendo la moto alla stazione.
Ogni mattina conati di vomito.
Ma non esce nulla dalla mia bocca.
Neanche infilandomi due dita in gola, fino alle nocche.
Fino a farle diventare rosse.
E non funziona.
No, non funziona.

Accanto a chi ti sei seduta? Di cosa hai parlato?
Che canzone hai ascoltato? Chi hai guardato?
Cosa hai pensato? Chi hai salutato?
L'hai vista? Ci hai fatto caso?
Come era vestita? L'hai incontrata in bagno?
Le volevi parlare? La volevi sfiorare?
La volevi salutare? Hai sperato che lo facesse?

E non funziona.
No, non funziona.




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